Promozione imperdibile per i Borghi…

brochure_piccole_città_Pagina_1

  B. Bruchi, A. Naldi, Borghi medievali della Toscana,  pp. 224,  formato cm 25x30, cartonato con sovraccoperta a colori plastificata, 155 foto a colori di grande formato

  1. B. Bruchi, A. Naldi, Borghi medievali della Toscana  pp. 224,  formato cm 25×30, cartonato con sovracc. colori plastificata, 155 foto a colori di grande e medio formato. ISBN 88-86975-61-9  EAN 978-88-86975-61-2 € 50,00 
  2. AA.VV., Piccole città del Medioevo in Toscana. Storia, architettura, paesaggio.pp. 224,  formato cm 25×30, cartonato con sovracc. colori plastificata, 200 foto a colori di grandi e medie dimensioni  ISBN 88-86975-67-7 EAN 978-88-86975-67-7 € 50,00 

E’ in corso una promozione per questi due volumi, che raccontano la Toscana attraverso i suoi piccoli centri.

Indispensabili per gli appassionati e curiosi visitatori delle nostre terre…

Ciascun volume è disponibile al prezzo speciale di 30 euro, mentre per chi li acquista insieme il prezzo è di 55 euro.

Richiedeteci informazioni alle nostre email:

Paolo Pianigiani: paolopianigiani@gmail.com

oppure a:

Francesca Venturini: francescaventurini68@yahoo.com


 

Elisa Boldrini: introduzione a “Empoli com’era”

cop empoli com'era 1 ridotta

Introduzione

di Elisa Boldrini

 

Il volume propone al lettore un itinerario della città di Empoli attraverso una selezione di immagini che datano dagli ultimi anni dell’Ottocento fino alla seconda guerra mondiale, con qualche incursione nell’ultimo dopoguerra. Si tratta di un percorso che si articola attraverso una tipologia particolare di immagini, quella della cartolina illustrata, che tra Otto e Novecento ebbe una grandissima diffusione divenendo quello che molti hanno definito “il primo vero mezzo di comunicazione massificato”.

Invenzione relativamente giovane, la cartolina sembra sia stata introdotta in Italia per la prima volta nel 1874 come semplice cartoncino postale stampato su un solo verso, con il lato opposto bianco per il messaggio. Qualche anno dopo fu introdotta l’illustrazione che venne ad occupare il lato finora rimasto bianco della cartolina, mentre le righe per l’indirizzo e il posto per affrancatura dovevano trovarsi sulla parte opposta, quella che viene genericamente indicata come il ‘verso’ della cartolina, rispetto al ‘recto’ dove è presente l’immagine. Non era previsto lo spazio per il messaggio che, quindi, veniva inserito negli spazi bianchi dell’illustrazione e in quelli presenti in calce o a lato dell’immagine. La cartolina rimase così strutturata fino al 1905 quando il regolamento postale italiano stabilì che il verso doveva essere diviso in due parti, i messaggi sulla sinistra e l’indirizzo con il francobollo sulla destra. Questa è la struttura con cui si presentano ancora oggi le cartoline illustrate. Continua a leggere

Una introduzione di Giuliano Lastraioli

Chiese medievali della Valdelsa. vol. II  I territori della via Francigena tra Siena e San Gimignano  pp. 288  form. 21x29  brossura  con sovraccoperta a colori plastificata, 48 tavole a colori, 109 foto e disegni in b/n

Chiese medievali della Valdelsa. vol. II I territori della via Francigena tra Siena e San Gimignano pp. 288 form. 21×29 brossura con sovraccoperta a colori plastificata, 48 tavole a colori, 109 foto e disegni in b/n

 

Prefazione

“Umbilicus Tusciae”

Era nel tempo che l’Etruria bella

aveva in verità troppi padroni,

e tutto il giorno in questa parte e in quella

c’eran da disputar giurisdizioni…

Si vedeva il confin dalla finestra

e passar si potea con la balestra.

 

IPPOLITO NERI

“Il Saminiato”, I, 5-6

Quando ormai l’Elsa sta per consumare il suo corso, in parallelo al diverticolo basso della Francigena nuova, questa via s’innesta nella Consolare Pisana che discende la valle dell’Arno. Una lastra di marmo bianco, apposta in tempi leopoldini sulla facciata di una vecchia casa, segnala ancora il capo di strada. L’epigrafe non è priva di suggestione: “Strada Regia dall’Osteria Bianca a Poggibonsi Siena e Roma”.

Se è vero che tutte le strade conducono a Roma, questa è stata la regina viarum per eccellenza, almeno nel medioevo. Non solo: l’Osteria Bianca (che non sia l’Arne Bianca del buon Sigerico?) si configura come il centro gravitazionale della Toscana, ubicata co­m’è nel bel mezzo delle maggiori città della regione. Con scarti di poco rilievo infatti, Firenze, Pisa, Lucca, Pistoia, Siena ne sono tutte pressoché equidistanti; tutte convergo­no su questo ineludibile nodo di comunicazione. Continua a leggere

Toscana sconosciuta, piccole meraviglie da scoprire

Immagine

Immagine

 

La ricchezza e la multiforme varietà territoriale della Toscana fa sì che il visitatore si trovi a esplorare luoghi, manufatti e paesaggi sempre nuovi e, talvolta, completamente inediti anche rispet­to a pubblicazioni che hanno l’intento di svelare tutti gli aspetti particolari di questa regione.

Nell’ottica di rivelare ciò che della Toscana è rimasto ancora ai margini delle aree più o meno conosciute e frequentate nasce questa pubblicazione, che presenta soggetti o inquadrature com­pletamente inedite rispetto agli altri volumi della collana alla quale appartiene.

Si tratta di una selezione di immagini che ha posto quali para­metri primari la resa estetica e il fascino intrinseco del soggetto o del luogo raffigurato.

L’opera si compone di quattro capitoli- che si articolano copren­do ciascuno un’ampia area dai caratteri il più possibile omoge-nei così da accostare e confrontare la varietà dei soggetti in un medesimo contesto storico-ambientale.

Il primo capitolo abbraccia la fascia appenninica, per scendere ai piccoli e arroccati centri delle pendici, fino alle più basse campa­gne e ai centri che si trovano nelle pianure ai piedi delle stesse montagne.

Il secondo capitolo comprende l’area nord-occidentale e la fascia costiera centrale della regione. Si tratta, in sostanza dell’area che da Lucca si estende all’intero antico territorio di questa città, per proseguire nell’area pisana e volterrana, fino alla costa livornese e alle isole dell’Arcipelago,

Il terzo capitolo riguarda l’area centrale della Toscana, quella del volto più caratteristico e meglio conservato della campagna fiorentina dalla città fino a tutto il Chianti, che ha il suo bari­centro tra la Val d’Elsa e la Val di Pesa.

Il quarto e ultimo capitolo tratta dei luoghi meno conosciuti e più autentici compresi nel territorio dell’antico Stato senese, che si estendeva fino ai confini attuali col Lazio, nel pieno cuore dell’Etruria dei tufi.

Empoli com’era, volume II

Immagine

 

Vita quotidiana, luoghi, eventi. 1900-1945

Le immagini proposte, cartoline postali illustrate e fotografie, sono state selezionate nell’ambito di alcune collezioni private e del locale Archivio Strorico Comunale. Si tratta di riproduzioni relative, tranne alcune eccezioni, a un periodo compreso tra l’inizio del Novecento e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

 

Empoli com’era, volume I

 

cop empoli com'era 1 ridotta

Il centro storico

Le ventisei immagini che seguono si riferiscono all’interno o all’immediato contesto della città racchiusa tra le mura quattrocentesche che delimitarono il nucleo abitato di Empoli fino alla metà del secolo scorso.

Gli scatti ci restituiscono un centro storico non ancora intaccato dai bombardamenti dell’ultima guerra e con una struttura urbana per lo più frutto di ricostruzioni cinque-seicentesche in luogo degli originali edifici medievali.

 

Chiese romaniche del Mugello

brochure_Mugello1_Pagina_1 brochure_Mugello1_Pagina_2

Questa pubblicazione rappresenta la prima trattazione completa sull’architettura romanica e la relativa decorazione presente sul territorio del Mugello e della Romagna toscana, definita in tempi odierni ‘Alto Mugello’.

Si tratta di uno studio effettuato con un rigoroso criterio metodologico che poggia su basi filologiche e, non ultimo, su una ricognizione realizzata personalmente dall’autore, che è riuscito anche a individuare e schedare una serie di soggetti assolutamente inediti, ancorché ridotti allo stato di rudere. Anche rispetto alla precedente pubblicazione dell’autore, ‘Romanico in Mugello e in Val di Sieve’ (1994), si tratta di un’opera completamente nuova e diversa. In primo luogo perché individua un territorio delimitato e compreso dalla sola diocesi di Firenze nella sua area settentrionale, quindi per il fatto di inserire anche quell’ampia zona d’oltre Appennino chenell’ambito di quel testo era stata completamente tralasciata, infine perché su questa opera vengono aggiunti addirittura dieci edifici con tracce e reperti del periodo romanico scoperti in questi quattordici anni grazie alla collaborazione di uno studioso, Aldo Favini che come Marco Pinelli è specializzato sull’arte romanica toscana ed ha realizzato una mappatura completa di tutti i reperti del periodo presenti sul territorio.

La struttura dell’opera è articolata secondo lo schema canonico della collana della quale fa parte, ‘Toscana romanica’, composta da un’introduzione storica che fa un quadro circa l’organizzazione territoriale, la demografia e gli aspetti economici e sociali del periodo trattato. A questa fa seguito un capitolo che costituisce un’analisi dell’architettura e della decorazione organizzata secondo un ordine cronologico ipotizzato dall’autore. Chiude quindi l’opera un repertorio di tutti gli edifici con una schedatura capillare che abbraccia ben quaranta soggetti pertinenti ai territori di Barberino di Mugello, San Piero a Sieve, Scarperia, Firenzuola, Palazzuolo sul Senio, Marradi, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Vaglia e Dicomano.

Chiese medievali della Valdelsa – 2 Volumi in cofanetto

Immagine

 

Immagine

La Valdelsa è storicamente un territorio di confini, ma soprattutto un’area privilegiata perché attraversata fin dal X secolo, da una rete viaria di primo piano, che faceva perno su quella che era la prima strada del Medioevo, la Via Francigena. L’importanza di questa arteria e l’elevato flusso di viandanti che la percorrevano, da e per regioni vicine e lontane, apportò una diversità e una ricchezza culturale, ma anche economica, che ebbe eccezionali ripercussioni sui centri attraversati e sulle terre circostanti.

Parlando di chiese medievali, in particolare di quelle romaniche, divengono allora evidenti gli influssi sulla struttura e la decorazione di questi edifici, che risentì di questo ‘clima’ cosmopolita con l’introduzione di elementi provenienti da culture diverse assistendo a una fusione con quelli irradiati dai più imporanti ambiti toscani. Ne consegue una ricchezza di edifici e una multiformità di tratti che è davvero unica in tutta la Penisola. Al punto che alcuni monumenti medievali costruiti in Valdelsa tra l’inizio dell’XI e la metà del XIII secolo mostrano caratteri e variazioni talmente particolari e di alta qualità come non ritroviamo neppure nelle grandi città del periodo.

Queste due pubblicazioni riunite qui in un unico elegante contenitore costituiscono una pietra miliare dal momento che riportano il frutto di una schedatura a tappeto di tutta la vallata, dalle porte di Siena fino all’ombra della Rocca di San Miniato, schedando ben 30 pievi, 10 monasteri, 23 chiese canonicali e 90 piccole chiese parrocchiali, per un totale di 153 edifici dei quali una ventina inediti, suddivisi tra le antiche diocesi di Lucca, Volterra, Firenze, Fiesole e Siena.